sabato 11 giugno 2011

Sono io il mio partito

Tutti mi prendono per pazzo per essermi iscritto al PD. Dicono che il partito democratico non è un partito di opposizione, non ha idee, non ha una proposta politica credibile, Bersani non è abbastanza accattivante come leader della sinistra, è pieno di democristiani e ci sono sempre gli stessi personaggi, meglio Vendola.
Legittimo, anch'io penso questo, il partito democratico sarebbe semplicemente un mix malriuscito di componenti partitiche residuali degli ultimi due pseudo partiti post DC e PCI, ma questo non è il partito democratico o per lo meno quello che dovrebbe essere. Partiamo dal progetto: il partito democratico doveva essere un partito nuovo, che si dava nuove strategie organizzative e programmatiche per il futuro italiano, la classe politica nuova doveva comprendere i bisogni e le istanze della società civile e dei nuovi mestieri che si vanno affacciando in Italia ma anche nel resto del mondo, sto parlando di imprenditori della cosiddetta green economy, dei nuovi operai dei call center, e di quel mondo culturale e intellettuale che soffre sempre più una mancanza di attenzioni da parte della politica. Questi sono il futuro! Il PD doveva rappresentare la società che costruisce il futuro di questo paese! Peccato che la classe politica nuova non è mai comparsa, per lo meno a livello nazionale.
Vorrei ricordare, però che il partito democratico è l'unica organizzazione politica che ha al suo interno meccanismi di democrazia che nessun'altro partito ha: permette l'elezione del suo segretario, nonché candidato alla carica di presidente del consiglio o alle primarie in caso di coalizione allargata, tramite la partecipazione di tutti i cittadini italiani. Non è poco, le modalità di elezione del segretario, e la presenza di una assemblea nazionale di delegati assieme a tutte le federazioni regionali, permette una partecipazione maggiore da parte di tutti i cittadini, anche se non iscritti, nella scelta del candidato alla guida del partito e del suo programma che determinerà la linea politica da seguire.
È un bel passo avanti, a differenza dei partiti che si sono affermati dopo l'avvento di questo finto bipolarismo che prendono piede solamente grazie alla bella faccia o ai bei discorsi pieni di retorica dei loro leader, ma che poi al loro interno ci ritroviamo sempre gli stessi personaggi di un tempo. Ora tutti sono affascinati da Vendola, questo nuovo personaggio che riesce a trascinare migliaia di persone con i suoi fantasmagorici discorsoni, il suo carisma gli ha permesso di far crescere il suo partito dal 3% all'8% in pochi mesi, chissà quale radicata struttura interna eleggerà i suoi rappresentanti a livello locale.
L'esodo si sta già compiendo, rifondazione comunista (partito da cui Vendola proviene) sta già pagando la sconfitta di Nichi all'ultimo congresso, presto sparirà per sempre non avendo rappresentanti in parlamento e vedendo il trasferimento verso SEL di alcuni esponenti locali insieme ai loro voti.
Certo, non ho la presunzione di dire che nel PD non ci siano sempre le stesse facce ma vorrei fare una considerazione. L'organizzazione giovanile che fa riferimento al PD, i Giovani Democratici, organizzazione indipendente dal partito e che al suo interno vede giovani under 30 pieni di passione e idee stanno già proponendo le primarie per la scelta dei candidati alle varie amministrazioni, dai comuni alle regioni e, badate bene, non è la solita voce che si sente dire in tv da qualche rappresentante PD che poi viene puntualmente smentito, o meglio ignorato dalla classe dirigente nazionale, i giovani democratici stanno assumendo sempre più potere nel partito. Il giochino dei capi bastone delle vecchie correnti diessine e margheritine sta per rompersi, c'è una generazione di studenti e giovani precari che non si differenzia fra loro perché hanno una tessera di partito ma che sono stati soffocati da una casta cieca ai loro reali bisogni.
Cosa distingue un giovane del PD rispetto a uno di SEL? Che a uno sta antipatico il leader del partito dell'altro? Sono queste le differenze? Non guardiamo a questo, guardiamo ciò che interessa noi giovani, potremmo essere uniti sotto lo stesso simbolo e risollevare questo nostro martoriato paese ripartendo dalla scuola, dall'università, dall'occupazione data dalle energie rinnovabili (l'eolico in Germania ha dato più di centomila posti di lavoro) e tanto altro. Entriamo con forza in un partito e cambiamolo per noi, io sono convinto che il partito debba essere grande, magari il principale partito di opposizione che c'è in Italia, se sono un giovane democratico non significa che sono responsabile io di quello che fanno certi cialtroni che oggi siedono in parlamento, però la responsabilità è mia se non provo neppure a cambiarle attivandomi seriamente e non soltanto votando questo o quel partito. Le idee ci sono, dobbiamo soltanto farci sentire e smetterla di darci martellate sulle balle fra di noi, smetterla di farci abbindolare dal primo che parla e seguirlo come pecore ma darci da fare tutti insieme: PD SEL IDV sono partiti che hanno la stessa base di elettorato; c'è il vecchio e le erbacce da togliere e il nuovo da piantare, il nuovo sono io, siamo noi tutti.

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